Angelus Novus è una volta in mattoni alta 4 metri e larga 5, del peso di 3.800 kg, progettata e costruita con la realtà aumentata: progettisti e realizzatori hanno lavorato con visori in un ambiente multidimensionale, esplorando le configurazioni dell'opera prima ancora di posare un mattone. Un cantiere come laboratorio, non come semplice luogo di esecuzione.

Il progetto nasce da una collaborazione internazionale e sperimentale: lo studio americano SOM (Skidmore, Owings and Merrill) insieme al Form Finding Lab dell'Università di Princeton e all'Università di Bergamo. La morfologia riprende quella della cupola di Santa Maria del Fiore di Brunelleschi e si ispira al dipinto Angelus Novus di Klee: due opere nate, come questa, con l'intenzione di andare oltre gli schemi del proprio tempo. La volta è autobilanciata da un sistema di forze che combatte la gravità, un metodo costruttivo che ha attraversato secoli di innovazione architettonica e che qui incontra le tecnologie digitali più avanzate.
È proprio questo cortocircuito, tra antico e contemporaneo, tra artigianalità e innovazione digitale, a rendere Angelus Novus una risposta concreta a un pregiudizio duro a morire: quello che vuole il cantiere edile come un luogo di fatica, polvere e scarsa cultura. Taramelli la vede come una nuova frontiera capace di attrarre energie fresche e restituire al settore quella centralità culturale che merita. È la stessa visione che, insieme ad Aedificante, porta avanti ogni giorno: una ricerca continua su cosa significhi fare edilizia oggi, tra innovazione tecnologica, cultura del costruire e una nuova idea di contemporaneità per un settore che ha ancora molto da dire.









